LUCIANO MASSARI

Biografia

Luciano Massari

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Luciano Massari ha iniziato a scolpire da giovanissimo, frequentando fin dall’adolescenza i laboratori di marmo di Carrara. Una formazione “sul campo” che si è perfezionata con gli studi presso l’Accademia di Belle Arti. Titolare di cattedre in molte Accademie italiane, ha ricoperto a lungo il ruolo di Direttore dell’Accademia di Carrara.

All’inizio degli anni 2000, Luciano Massari attraversa una fase di profondo rinnovamento stilistico, distaccandosi progressivamente dalla figurazione per abbracciare una nuova forma di espressione in cui la scultura diventa dialogo. Questa esperienza segna una svolta cruciale nel suo percorso: le sue opere iniziano a vibrare di una tensione tra parola e materia, dove il marmo diventa voce capace di esprimere concetti complessi e intimi.

L’arte di Massari è profondamente legata a un rispetto autentico per la natura e alla consapevolezza delle sue fragilità. Fin dall’inizio del nuovo millennio, l’artista affronta temi di grande rilevanza sociale, come la distruzione ambientale e la sostenibilità. Nel maggio 2004, ospite della Fondazione Rapa Nui sull’Isola di Pasqua, realizza l’installazione ambientale permanente 7 Verità, simbolo di dialogo interculturale. Con l’affondamento di Isola nell’Isola nelle acque del Pacifico, il marmo di Carrara entra in sintonia con un paesaggio remoto e sacro, ponendo interrogativi a un’archeologia futura.

Nel 2005 Massari è presente alla 51ª Biennale di Venezia con il progetto speciale Isola della poesia. Nello stesso anno, la sua opera Isola dell’identità entra a far parte della prestigiosa Collezione Gori alla Fattoria di Celle. Il suo lavoro si espande ulteriormente con installazioni monumentali come ALLALUNA (2009), realizzata nel bacino di Ravaccione all’interno delle storiche cave Michelangelo a Carrara: un dialogo profondo tra arte, scienza e natura.

Massari è un esploratore della dimensione interiore dell’essere umano. La scultura, per lui, è un viaggio spirituale, un confronto intimo con la materia in cui il marmo diventa mezzo per rivelare ciò che è invisibile. In opere come la serie Arcipelaghi (2007), indaga il concetto di isolamento ed erranza, creando un ponte tra la dimensione fisica e quella mentale del viaggio.

Nella mostra Impronte (2008), approfondisce il tema dell’erranza con un approccio lirico. Il suo intervento nel parco della Fondazione Daniel Spoerri e la partecipazione alla Biennale di Scultura di Carrara confermano un’evoluzione orientata verso l’intersezione tra scultura, spazio e natura.

Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private di rilievo internazionale, con mostre che spaziano dal Seoul Museum Hangaram Art Center alla Permanente di Milano, fino al Grand Central Terminal di New York. La monografia Allaluna e altre storie, pubblicata da Silvana Editoriale, documenta il decennio più intenso della sua carriera, focalizzandosi su sostenibilità, identità e rapporto uomo-natura.